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Come le piante si nutrono: la fotosintesi spiegata semplice

La fotosintesi clorofilliana spiegata in parole semplici: come le piante producono il loro cibo con luce, acqua e anidride carbonica

Come le piante si nutrono: la fotosintesi spiegata semplice

Foto di Damir K su Pexels

Perché le piante sono organismi autotrofi

Noi esseri umani, come tutti gli animali, dobbiamo procurarci il cibo dall’esterno: mangiamo altri organismi, vegetali o animali. Le piante no. Loro sono autotrofe, cioè producono da sole il nutrimento di cui hanno bisogno. Il termine viene dal greco: autos significa “stesso”, quindi si nutrono da sé. Gli animali, invece, sono eterotrofi (eteros significa “altro”) perché ricavano energia da sostanze che trovano all’esterno.

Questa differenza fondamentale si basa su un processo che avviene nelle foglie: la fotosintesi clorofilliana.

Cosa significa fotosintesi clorofilliana

Il nome sembra complicato, ma si può scomporre: foto richiama la luce, sintesi indica una trasformazione che crea qualcosa di nuovo, e clorofilliana si riferisce alla clorofilla, il pigmento verde. In pratica, è il processo chimico con cui le piante, usando la luce del sole e la clorofilla, trasformano acqua, sali minerali e anidride carbonica in zuccheri, il loro nutrimento.

Dove avviene la fotosintesi e da dove parte

La fotosintesi si svolge soprattutto nelle foglie, che possiamo immaginare come piccoli laboratori chimici. Ma tutto comincia dalle radici: assorbono dal terreno acqua e sali minerali, che risalgono lungo il fusto fino alle foglie. Questa soluzione acquosa prende il nome di linfa grezza.

Come le foglie trasformano la linfa grezza in linfa elaborata

Nelle foglie la linfa grezza incontra l’anidride carbonica, che entra dall’aria attraverso gli stomi, minuscoli pori sulla superficie della foglia. Qui entra in gioco la clorofilla, il pigmento verde che cattura l’energia della luce solare. Con questa energia, acqua e anidride carbonica vengono trasformate in zuccheri, dando origine alla linfa elaborata. Questa linfa ricca di zuccheri viene poi distribuita a tutte le parti della pianta attraverso sottili canali, nutrendola e sostenendone la crescita.

Il ruolo di clorofilla, luce e anidride carbonica

Tre sono gli ingredienti indispensabili per la fotosintesi:

  • La clorofilla, contenuta nei cloroplasti delle foglie, che assorbe la luce solare
  • La luce del sole, che fornisce l’energia necessaria alla trasformazione
  • L’anidride carbonica, che entra dagli stomi e viene utilizzata per costruire gli zuccheri

Senza uno di questi elementi, la pianta non può produrre il proprio nutrimento.

Perché la fotosintesi produce anche l’ossigeno che respiriamo

Mentre costruiscono zuccheri, le foglie liberano ossigeno. L’ossigeno è un “prodotto di scarto” di questo processo, ma per noi è vitale: viene rilasciato nell’aria attraverso gli stessi stomi. Quindi la fotosintesi non nutre solo la pianta, ma arricchisce l’atmosfera di ossigeno, rendendo possibile la vita sulla Terra.

Cosa serve alle piante in vaso per nutrirsi bene

Anche in vaso le piante seguono lo stesso meccanismo, ma con qualche attenzione in più. Il terreno a disposizione è limitato e, con il tempo, i sali minerali si esauriscono. Per questo può essere utile concimare, cioè aggiungere gli elementi nutritivi che scarseggiano. In natura, invece, le radici possono allungarsi alla ricerca di nuove sostanze. Le piante carnivore, ad esempio, si procurano l’azoto direttamente dagli insetti e spesso non hanno bisogno di concime. In generale, però, garantire acqua e nutrimento adeguato aiuta le piante a restare forti e in salute.